Quando si parla di investigazioni private, molte persone continuano ad avere molti dubbi sull’affascinante e misterioso mestiere dell’investigatore privato. Che si tratti di sospetti di infedeltà, tutela dei minori o protezione del patrimonio aziendale, comprendere il funzionamento delle indagini è essenziale per scegliere con sicurezza il professionista più adatto. Di seguito rispondiamo alle domande più frequenti sull’investigatore.
1. Chi è l’investigatore privato e quali indagini può svolgere?
L’investigatore privato è il titolare di un’agenzia investigativa, quindi un privato cittadino in possesso di regolare licenza rilasciata dalla Prefettura del territorio di competenza. La licenza autorizza l’investigatore ad operare in tutto il territorio nazionale ed estero, effettuando indagini in ambito privato, aziendale, commerciale, assicurativo, difensivo (penale).
2. Come si diventa investigatore privato?
Secondo la normativa vigente, per ottenere la licenza da investigatore privato sono fondamentali due requisiti: aver conseguito una laurea triennale in giurisprudenza o equipollente e aver maturato almeno tre anni consecutivi di esperienza lavorativa presso un’agenzia investigativa già autorizzata da almeno cinque anni, con esito positivo e documentabile. Inoltre, occorre aver frequentato corsi di aggiornamento professionale riconosciuti e non aver riportato condanne penali per delitti non colposi.
La situazione è differente per i collaboratori investigativi, ossia coloro che il titolare dell’agenzia investigativa può assumere come collaboratori o dipendenti. Infatti, è sufficiente non aver riportato condanne penali per delitti non colposi. L’agenzia valuterà il profilo del candidato in base alle proprie esigenze operative. Per approfondire l’argomento leggi il nostro articolo cliccando qui.
3. Come è strutturata un’agenzia investigativa?
Possiamo ipotizzare la struttura di una moderna agenzia investigativa così:
- investigatore privato titolare dell’agenzia e quindi di licenza prefettizia;
- un numero imprecisato di collaboratori investigativi, impegnati in servizi di osservazione “in strada” o in mansioni di ufficio e per tutte le attività amministrative-burocratiche;
- un numero imprecisato di corrispondenti sul territorio nazionale e all’estero di titolari di altre agenzie investigative per eventuali collaborazioni e lavori da subappaltare;
- consulenti tecnici: esperti informatici, medici legali, esperti finanziari e patrimoniali, psicologi, criminalisti e criminologi, esperti di bonifiche, etc.
4. Quanto costa un’indagine investigativa?
Innanzitutto bisogna distinguere di che ambito si tratta l’indagine. Infatti, un’attività in ambito aziendale ha delle tariffe diverse rispetto all’ambito assicurativo, in quanto le indagini vengono svolte in modalità completamente differenti. I fattori che influenzano il costo di un’indagine sono molteplici: la durata, i mezzi e le risorse impiegate, gli strumenti tecnologici utilizzati. In linea generale, per un’attività di osservazione la tariffa oraria varia da 50,00 Euro fino a 100,00 Euro all’ora per collaboratore impiegato. Per approfondire l’argomento leggi il nostro articolo cliccando qui.
5. È possibile condurre indagini su chiunque?
No. L’investigatore privato non può condurre indagini personali senza alcun tipo di motivazione. L’incarico deve essere conferito da un privato cittadino che abbia un interesse legittimo in quanto intende difendere o far valere un proprio diritto in sede giudiziale. Per approfondire l’argomento leggi il nostro articolo cliccando qui.
6. L’investigatore può spiare i messaggi o le chiamate?
No. L’obiettivo di un’investigatore privato è quello di raccogliere le informazioni che il cliente richiede, con metodi e strumenti leciti quindi nel pieno rispetto delle normative sulla privacy. Tra questi non rientrano sicuramente microspie o software spia con cui svolgere intercettazioni abusive. Per approfondire l’argomento leggi il nostro articolo cliccando qui.
7. Quali sono le procedure per far iniziare un’attività di investigazione?
Quando un cliente vuole iniziare un’indagine investigativa, deve prima di tutto prendere visione e sottoscrivere tutta la documentazione necessaria, tra cui il conferimento d’incarico. Dopodiché è obbligatorio per l’agenzia investigativa trascrivere subito l’incarico all’interno del registro degli affari riportando le generalità del cliente (con copia del documento personale) e l’ambito dell’indagine richiesta. Tutte le informazioni sono, ovviamente, coperte dalla massima riservatezza. L’inizio vero e proprio dell’attività sarà concordato con il cliente in base alle necessità.
8. Come vengono effettuate le indagini?
Come scritto in precedenza, ogni ambito di indagine viene svolto con metodi e tecniche diverse tra loro. In linea generale le tecniche di investigazione privata sono due: osservazione diretta (c.d. attività di O.C.P.) e ricerca di informazioni su fonti aperte (c.d. attività O.S.I.N.T.). Per approfondire l’argomento leggi il nostro articolo cliccando qui.
9. Cosa succede alla conclusione delle indagini?
Al termine dell’indagine, il cliente riceve un dossier completo, contenente tutti gli elementi di prova raccolti e documentati, nel pieno rispetto del principio di pertinenza e non eccedenza rispetto al mandato investigativo. Spetta quindi al cliente decidere come utilizzarlo: conservarlo, distruggerlo o consegnarlo al proprio legale di fiducia. Le informazioni fornite dall’agenzia investigativa hanno piena validità probatoria e possono essere utilizzate nell’ambito di un contenzioso civile o penale.
10. È possibile installare telecamere nascoste in azienda o in casa?
Quando il datore di lavoro ha fondati sospetti che un dipendente stia commettendo un grave illecito all’interno dell’azienda, può affidare all’agenzia investigativa l’incarico di installare telecamere nascoste per registrare l’eventuale momento del reato. Sarà poi l’agenzia a esaminare le riprese e a produrre una relazione finale contenente esclusivamente il materiale necessario a documentare l’eventuale illecito. Per approfondire l’argomento leggi il nostro articolo cliccando qui.
Per quanto riguarda l’installazione di telecamere nascoste all’interno della propria abitazione, la questione è complessa. In linea generale, è consentita solo se la persona che installa le telecamere è presente nelle riprese. Ne consegue che, dal punto di vista probatorio, non risulta efficace utilizzare queste registrazioni per documentare, ad esempio, incontri della moglie o del marito con l’amante. Per approfondire l’argomento leggi il nostro articolo cliccando qui.
Queste domande più frequenti sull’investigatore non hanno risolto i tuoi dubbi?
Questa guida contenente le domande frequenti sull’investigatore è stata pensata per fornire chiarezza a chi vuole comprendere meglio il complesso mondo delle investigazioni private, le modalità operative e i limiti legali da rispettare. Consultarla consente di affrontare con maggiore consapevolezza la scelta del professionista giusto, che può fare la differenza nel riuscire a trasformare i propri dubbi in certezze.
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