Scoprire se una persona mente è da sempre un’impresa ardua ed ancora la tecnologia non sembra troppo venirci in aiuto. L’iniziale entusiasmo del poligrafo lie detector, visto in tanti film polizieschi americani, è ben presto svanito per gli innumerevoli falsi positivi dovuti a numerose variabili sia fisiologiche che psicologiche individuali. Anche in laboratorio sono state studiate tecniche di analisi logica delle frasi che, anche se possono dare qualche indicazione, non sono tuttavia esaustive. In tutti i casi, non possiamo certamente sottoporre a queste pratiche il nostro partner o il nostro figlio minorenne per capire se ci sta mentendo.
L’importanza di riconoscere una bugia intenzionale
Quando ci troviamo di fronte a una persona che ci sta mentendo, è importante, prima di tutto, chiedersi se lo stia facendo in modo consapevole e con quale scopo. Non tutte le bugie, infatti, hanno la stessa natura o lo stesso peso. Alcune vengono dette per manipolare, nascondere la verità o ottenere un vantaggio personale; altre, invece, possono nascere da errori di percezione o da ricordi distorti, senza una reale intenzione di ingannare. In linea generale, possiamo distinguere le menzogne in due grandi categorie: le bugie intenzionali e le bugie dovute a falsa memoria.
Nel secondo caso il soggetto è in totale buona fede e non ha alcuna consapevolezza di mentire. Si tratta, dunque, di menzogne che rientrano più propriamente nell’ambito della psichiatria o della neurologia, e che non saranno oggetto di approfondimento in questa sede. Diventa interessante, invece, cercare di comprendere come poter svelare una bugia intenzionale.
Per riconoscerle, il primo passo riguarda il nostro atteggiamento mentale. L’atteggiamento utile in cui porsi è quello del sospetto. Studi dimostrano, infatti, che la maggior parte delle bugie vengono credute quando l’interlocutore si mostra troppo fiducioso o privo di spirito critico. Occorre quindi mantenere un equilibrio: essere scettici e oggettivi, pronti a valutare i fatti con attenzione, ma senza sfociare nella paranoia. La chiave è coltivare una sana diffidenza, restando aperti anche alla possibilità di un errore di valutazione.
Modi per capire se una persona ci sta mentendo
Certamente è importante la conoscenza psicologica e caratteriale del soggetto. Una persona che già sappiamo aver in altre occasioni mentito è più facile menta ancora, anche se vi sono alcuni mentitori che mentono solo raramente. La personalità narcisista tende a mentire più frequentemente.
Di seguito alcuni indici rivelatori di menzogna, anche se certamente non sono esaustivi e totalmente dirimenti.
- Possibile vantaggio ottenuto dal mentitore per quella specifica bugia. Vi sono però mentitori cronici che mentono solo per il bisogno e gusto di farlo, senza alcun vantaggio effettivo.
- Fare attenzione se la persona è poco espressiva nel raccontare il fatto. Le persone che mentono, generalmente, muovono poco le mani, il capo e le gambe. Contrariamente a quanto si creda, lo sguardo sfuggente non è invece un buon indice di menzogna.
- Fare più domande possibili specifiche sul racconto per evidenziare contraddizioni. Chi mente sa che può cadere in contraddizioni e quindi farà di tutto, aggiungendo volta per volta dettagli nuovi, per rendere credibile la sua storia, ciò però paradossalmente aumentando il rischio di contraddizioni.
- Non anticipare mai ciò che già si conosce. Se ad esempio si è già a conoscenza di un dato non anticiparlo, ma fare domande specifiche su quel dato ed evidenziare subito eventuali incongruenze (ad esempio su un orario, su un luogo, sul tempo metereologico, etc).
- Cercare di non esasperare troppo lo stile interrogatorio di polizia in quanto ciò potrebbe comportare da parte del mentitore una chiusura relazionale, bloccando di fatto ogni tipo di racconto. È necessario mantenere un rapporto il più possibile empatico. Dobbiamo, quindi, spingere il mentitore a raccontare di più, in attesa di eventuali contraddizioni. È per questo che durante gli interrogatori di polizia viene fatta ripetere innumerevoli volte la stessa storia. In questi contesti è anche utile, ad esempio, la tecnica del “riavvolgimento del nastro”, ovverosia far ripetere a ritroso gli eventi dalla fine all’inizio (difficilmente attuabile in caso di racconto falsificato).
Altri indici per scoprire se una persona mente possono essere rappresentati da un’espressività non abituale o da una messa in atto di comportamenti finalizzati a prendere tempo di fronte a domande a cui non si è in grado di rispondere (accesso di tosse , soffiarsi il naso, richiesta di impellente bisogno fisiologico, etc.) o da movimenti involontari segni di grave disagio psicologico (tic, movimenti involontari anomali, etc.).
Tutti questi possibili segnali non rappresentano ovviamente una prova, ma possono certamente indirizzarci verso una nostra più obiettiva valutazione.
Baroncini Investigazioni: prove certe per scoprire se una persona mente
Scoprire da soli se una persona mente è complesso. Ancora più difficile è capire come reagire una volta che si ha questa impressione. Senza avere delle prove certe, infatti, rischia di rimanere solo una nostra sensazione. Per questo può essere utile, in alcuni ambiti, il supporto di un’agenzia investigativa autorizzata a raccogliere informazioni per scoprire la verità.
Le attività che un’agenzia investigativa può svolgere a tutela di privati ed aziende sono numerose. Fra le più ricorrenti vi sono:
- indagini per scoprire il tradimento del proprio partner;
- indagini per la modifica dell’assegno di mantenimento o divorzile;
- indagini per la tutela ed il controllo dei figli minori;
- indagini per concorrenza sleale e simulazione di malattia;
- indagini per assenteismo e abuso dei permessi Legge 104;
- bonifiche ambientali ed informatiche per scovare microspie nascoste.
La nostra sede principale si trova a Bologna, in Strada Maggiore n. 3, ma lavoriamo in tutta Italia. Contattaci ai seguenti recapiti:
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